01/09/14

Non si vede niente

So già dove volete arrivare: direte che esagero, che indulgo a quel piacere ma che sovrainterpreto. Quanto al piacere, non chiedo di meglio, ma per le sovraintepretazioni siete voi che esagerate.
É vero: in questa lumaca ci vedo moltissime cose; ma dopotutto se il pittore l'ha dipinta in questo modo, è proprio perché la si veda, e ci si chieda che cosa ci sta a fare lí. Perché, secondo voi è normale? Nel sontuoso palazzo di Maria, nel momento (sacro quant'altri mai!) dell'Annunciazione, una grossa lumaca, con gli occhi attenti sulle antenne diritte, avanza dall'angelo verso la vergine. E voi non ci trovate niente da ridire? In primissimo piano, poi! Manca poco che si veda la scia lasciata dalla sua bava! Nel palazzo di Maria Vergine Immacolata, cosí  pulito e cosí  puro, quest'essere bavoso fa disordine, e più è tutt'altro che discreto. Il pittore ben lungi dal nasconderlo, l'ha messo proprio sotto i nostri occhi: non possiamo fare a meno di vederlo. Anzi, si finisce per vedere soltanto lui, per pensare soltanto a lui, e a nient'altro: che cosa ci fa lí? Non venitemi a dire che è una fantasia del pittore. Probabilmente sarà pure un capriccio di Francesco del Cossa, e forse ci voleva proprio un pittore ferrarese per affermare la propria singolarità in una forma cosí paradossale. Ma il capriccio non spiega tutto, lo sapete quanto me. Se la lumaca fosse stata soltanto una fantasia del pittore, il committente l'avrebbe rifiutata, cancellata, coperta. E invece è lí, e proprio lí. Dunque ci deve essere una ragione che spiega la sua presenza, in quel luogo e in quel momento.

(Lo sguardo della lumaca)

[Daniel Arasse, Non si vede niente. Descrizioni, Torino, Einaudi, 2013, pag. 19-20]

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