09/06/14

Gli usi postmoderni del sesso

Abbiamo già notato in precedenza che una delle caratteristiche più salienti della rivoluzione erotica postmoderna è il troncamento dei legami dell’erotismo da un lato con il sesso (nella sua funzione essenzialmente riproduttiva) e dall’altro con l’amore. Nella cultura postmoderna si cerca di garantire l’emancipazione dell’attività ispirata dall’erotismo dai vincoli imposti, sul piano biologico, dal potenziale riproduttivo del sesso e, sul piano culturale, dalle pretese dell’amore a una fedeltà eterna e rigorosamente selettiva in sostanza esclusiva. L’erotismo è stato dunque liberato dai legami che lo univano alla produzione dell’immortalità fisica o spirituale. Questa spettacolare liberazione non è venuta da sola: essa si è inserita nella tendenza molto più universale che ha coinvolto in ugual misura le arti, la politica, le strategie di vita e praticamente ogni altra dimensione della cultura.
Una caratteristica generale della condizione postmoderna è l’appiattimento del tempo e la condensazione della percezione di un flusso temporale infinitamente espandibile nell’esperienza dell’epoca attuale, o la sua frammentazione in una serie di episodi autonomi che vanno vissuti ciascuno come un’esperienza intensa dell’attimo fuggente e, per quanto possibile, disgiuntamente dai suoi precedenti e dalle sue conseguenze. La politica movimentista viene rimpiazzata dalla politica delle campagne che si pone l’obiettivo di risultati immediati e non si cura delle ripercussioni di lungo periodo; l’obiettivo di una fama durevole (immortale) cede il passo al desiderio di notorietà; la durata storica è identificata con una registrazione istantanea (e in linea di principio cancellabile); le opere d’arte un tempo destinate a durare «oltre la tomba» sono sostituite da intrattenimenti deliberatamente effimeri e da installazioni irripetibili; le identità che dovevano essere costruite diligentemente e durare per una vita intera vengono sostituite da kit di montaggio adatti a un uso immediato e a un altrettanto istantaneo smantellamento. La nuova versione postmoderna dell’immortalità è fatta per essere vissuta istantaneamente e fruita qui e ora, e non è più ostaggio del flusso impietoso e incontrollabile del tempo oggettivo.
La decostruzione postmoderna dell’immortalità – la tendenza a svincolare il presente dal passato e dal futuro – è accompagnata dal divorzio dell’erotismo dalla riproduzione sessuale e dall’amore. Ciò offre all’immaginazione e alla pratica dell’erotismo, come al resto della politica della vita postmoderna, una libertà di sperimentazione mai conosciuta prima. L’erotismo post moderno è libero di fluttuare e di innescare reazioni chimiche praticamente con ogni altra specie di sostanza, di alimentarsi ed estrarre la propria linfa da qualsiasi altra emozione o attività umana; è divenuto un significante senza legami capace di sposarsi semioticamente con una schiera pressoché infinita di significati, ma anche un significato suscettibile di essere rappresentato da uno qualsiasi dei significanti disponibili. Solo in questa versione emancipata e distaccata l’erotismo è in grado di veleggiare liberamente sotto il vessillo della ricerca del piacere, senza farsi sviare dai propri propositi o scoraggiare se non da considerazioni di ordine estetico, vale a dire orientate all’esperienza vissuta. È libero, ora, di fissare e negoziare le proprie regole strada facendo, ma questa libertà è un destino che non può mutare né ignorare. È necessario riempire, o quantomeno provare a riempire, il vuoto creato dall’assenza di vincoli esterni, dalla rinuncia o dal disinteresse neutrale dei poteri legislativi. La sottodeterminazione così acquisita è il fondamento di una libertà che rende euforici per la sua ampiezza ma che causa anche un’incertezza e un’ansia estreme. Nessuna soluzione autorevole cui conformarsi, tutto da negoziare di nuovo e appositamente.

[Zygmunt Bauman, Gli usi postmoderni del sesso, Bologna, Il Mulino, 2013, pag. 51-56]

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