03/03/14

Introduzione alla storia della pittura in Italia

E' in questo secolo denso di passioni, nel quale le anime potevano abbandonarsi liberamente alla più alta esaltazione, che operarono tanti grandi pittori: da notare che un uomo solo avrebbe potuto conoscerli tutti. Se fosse nato nello stesso anno di Tiziano, e cioè nel 1477, avrebbe potuto trascorrere quarant'anni della sua vita con Leonardo da Vinci e Raffaello, morti l'uno nel 1520 e l'altro nel 1519, vivere molti anni con il divino Correggio, che morì solo nel 1534, e con Michelangelo, che continuò a lavorare fino al 1563.
Quest'uomo tanto fortunato, se avesse amato le arti, avrebbe avuto trentaquattro anni alla morte del Giorgione. Avrebbe conosciuto il Tintoretto, il Bassano, Paolo Veronese, il Garofalo, Giulio Romano, il Frate, morto nel 1517, l'amabile Andrea del Sarto, che visse fino al 1530: insomma tutti i grandi pittori, eccettuati quelli della scuola di Bologna,  vissuti un secolo dopo.
Perché la natura, tanto feconda in quel breve spazio di tempo di quarantadue anni, dal 1452 al 1494, in cui nacquero quei grandi uomini, si è dimostrata in seguito tanto crudelmente sterile? Con ogni probabilità né io né voi lo sapremo mai.

[Stendhal, Introduzione alla storia della pittura in Italia, Roma, Editori riuniti, 1994, pag. 25]

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