30/12/13

I lettori di libri sono sempre più falsi

"Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre ceneri e polveri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo, rendendogli l'omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l'insostanziale. Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano e la polvere che respiriamo".

[Gianni Celati, I lettori di libri sono sempre più falsi, MilanoFeltrinelli ebook, 2012]

23/12/13

Tre racconti

Di pomeriggio si spingevano con l'asino oltre le Roches-Noires, dalla parte di Hennequeville. All'inizio il sentiero saliva fra terreni ondulati come il prato di un parco, poi arrivava a un altopiano dove i pascoli s'alternavano ai coltivi. Sul ciglio del sentiero, nel fitto dei rovi, crescevano gli agrifogli. Qua e là, un grande albero morto tracciava lo zig zag dei suoi rami sull'azzurro dell'aria.
Quasi sempre si riposavano in un prato: avevano Deauville sulla sinistra, Le Havre sulla destra; davanti, il mare aperto. Era scintillante di sole, liscio come uno specchio, talmente tranquillo che se ne udiva a stento il mormorio; passeri invisibili cinguettavano, e la volta immensa del cielo avvolgeva tutto. La signora Aubain, seduta, era intenta al suo lavoro di cucito; Virginia, accanto a lei, intrecciava dei giunchi; Felicita mondava fiori di lavanda. Paolo, che s'annoiava, avrebbe voluto andar via.

(Un cuore semplice)

[Gustave Flaubert, Tre racconti, Roma, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011, pag. 25]

16/12/13

Lettera sulla felicità

Epicuro saluta Meneceo,
     Non aspetti il giovane a filosofare, né il vecchio di filosofare si stanchi: nessuno è troppo giovane o troppo vecchio per la salute dell'anima. Chi dice che non è ancora giunta l'età di filosofare o che è già trascorsa, è come se dicesse che non è ancora o non è più l'età di essere felici. Cosicché devono filosofare sia il giovane, sia il vecchio: questo perché invecchiando rimanga giovane nei beni, per il ricordo gradito del passato; quello perché sia insieme giovane e vecchio, per l'assenza di timore di fronte al futuro: bisogna dunque esercitare ciò che procura la felicità, perché se abbiamo questa, abbiamo tutto, ma se manca, facciamo di tutto per averla.

[Epicuro, Lettera sulla felicità, Milano, BUR, 2005, pag. 19]

09/12/13

Maigret e il caso Saint-Fiacre

«Ancora una telefonata» sospirò Maigret vedendo Jean Métayer alzarsi di nuovo.
Lo seguì con gli occhi e notò che non andava né alla cabina telefonica, né alla toilette. Inoltre, l’avvocato grassottello era seduto sulla punta delle natiche come chi esitava ad alzarsi. Fissava il conte di Saint-Fiacre. Sembrava che stesse persino per abbozzare un sorriso.
Maigret era forse di troppo? Questa scena ricordava al commissario certi episodi di gioventù: tre o quattro compagni, in un caffè assai simile a quello in cui si trovava, due donne all’altra estremità della sala. Le discussioni, il cameriere, chiamato, cui si affidava un biglietto …

[Georges Simenon, Maigret e il caso Saint-Fiacre, Milano, Oscar Mondadori, 1990, pag. 115]

02/12/13

Nudi e crudi

Casa Ransome era stata svaligiata. «Rapinata» disse Mrs Ransome. «Svaligiata» la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C'è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l'avevano fatto. Avevano preso tutto.

[Alan Bennett, Nudi e crudi, Milano, Adelphi, 2001, pag. 9]