26/08/13

Satiricon

«Come? Ma allora non sapete da chi si va oggi! Da Trimalcione, uno che scoppia di soldi, e in sala da pranzo ha un orologio e un trombettiere, piazzato lì apposta per ricordargli via via quanto tempo della sua vita se n'è andato».  

[Petronio Arbitro, Satiricon, Milano, Garzanti, 1999, pag. 35]

19/08/13

Roma 1960. Le Olimpiadi che cambiarono il mondo

Questo libro prende vita dalle vicende di quei diciotto giorni dell'estate 1960, quando a Roma si celebrò la XVIII Olimpiade. Quei giochi offrirono al mondo prestazioni sportive che restano tuttora tra le più fulgide nella storia dello sport: da Wilma Rudolph nello sprint, ad Abebe Bikila nella maratona; da Cassius Clay nella boxe a Rafer Johnson nel dacathlon.  Ma non furono solo le gare a rendere memorabile quell'Olimpiade; in quei giorni, infatti, nella città eterna, si poteva avvertire, in modo quasi palapabile, la presenza di profonde forze di trasformazione: nello sport, nella cultura, nella politica - mondi così diversi eppure saldamente intrecciati tra loro - si potevano cogliere i segni del passaggio da un vecchio, moribondo ordinamento a un altro che muoveva allora i suoi primi passi. Iniziava a profilarsi, già gravato del pieno carico della sua potenzialità di speranza e angoscia, il mondo che oggi vediamo attorno a noi.

[David Maraniss, Roma 1960. Le Olimpiadi che cambiarono il mondo, Milano, Rizzoli,  2010, pag. 11]

12/08/13

L'Isola del Tesoro

Eravamo entrati nella zona degli alisei per prendere il vento dell'isola che dovevamo raggiungere (non mi è concesso di spiegarmi meglio) e correvamo verso di essa facendo buona guardia giorno e notte. Era all'incirca l'ultimo giorno del nostro viaggio di andata, volendo fare il computo più abbondante; durante la notte, o al più tardi l'indomani mattina, avremmo dovuto avvistare l'Isola del Tesoro. Navigavamo con la prua a sud-sudovest con una brezza costante di traverso e mare calmo. L'Hispaniola rullava regolarmente, abbassando di tanto in tanto il bompresso con una buffata di spruzzi. Tutte quante le vele, in alto e in basso, portavano; e poiché la fine della prima parte della nostra spedizione era così vicina, eravamo tutti di ottimo umore.
Era appena tramontato il sole e io, smesso di lavorare, mi dirigevo verso la mia cuccetta, quando mi prese voglia di una mela. Corsi in coperta. I marinai di gaurdia erano tutti a prua a spiare l'apparire dell'isola. Il timoniere stava attento alle vele e intanto fischiettava dolcemente. A parte il fruscio delle acque contro la prua e i fianchi della nave, era questo l'unico suono che si udisse.
Entrai nel barile con tutto il corpo, e trovai che mele non ve n'erano quasi più; ma stando lì dentro al buio, cullato dal rullio della barca e dal mormorio dell'acqua mi sarei presto addormentato se qualcuno dalla pesante corporatura non fosse venuto a sedersi rumorosamente contro. Il barile ebbe una scossa quand'egli vi urtò con le spalle, e io stavo per saltar fuori, allorché costui cominciò a parlare. Era la voce di Silver; mi bastò udire dieci parole, che per tutto l'oro del mondo non sarei più uscito; e rimasi lì, tutto tremante, in ascolto, preso tra curiosità e spavento; poiché da quelle poche parole avevo capito che la vita di tutti i galantuomini a bordo dipendeva unicamente da me.

[Robert Louis Stevenson, L'Isola del Tesoro, Milano, Mondadori, 1994, pag. 69-70]

05/08/13

Il muschio e la rugiada

Al profumo del pruno
sbuca improvviso il sole -
Sentiero tra i monti.

(Basho)


[Mario Riccò, Paolo Ligazzi (a cura di), Il muschio e la rugiada. Antologia di poesia giapponese, Milano, BUR, 2010, pag. 107]